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Platone - Il filosofo delle idee
Conversazione di Cesare De Bartolomei

Castiglione del Lago (PG)
16/03/2001

Abbiamo l’occasione, parlando di Platone, di introdurre un discorso di grande attualità, che è l'attualità degli ideali e delle idee che in quest'epoca dobbiamo in parte riscoprire. Platone era in soprannome, il suo vero nome era Aristocle. Platone vuol dire ampio e sembra che tale soprannome gli sia stato dato per la sua fronte spaziosa oppure per le sue spalle larghe. Indubbiamente è un nome passato alla storia.
Platone era uno degli allievi di Socrate, l'allievo prediletto.
Socrate è un personaggio strano che dobbiamo necessariamente introdurre... era un personaggio che andava molto sull'essenzialità delle cose.
Ci troviamo in un periodo di diatribe tra i sofisti e Socrate relative a se fosse stata più giusta la scrittura o l'oralità dell'insegnamento. Tutto ciò sottintendeva un grosso discorso, poiché nella scrittura, secondo Socrate e Platone, si tendeva facilmente allo schema fisso, alla non comunicazione precisa.
Attraverso l'oratoria invece, ci sarebbe stata la possibilità di un contatto diretto con l'individuo (oppure con il gruppo) a secondo della situazione che si veniva a creare in quel momento, per cui c'é la dinamica rispetto ad un fatto statico.
I Sofisti erano legati alla retorica e alla forma, mentre Socrate ed i socratici erano più legati alla filosofia.
Queste diatribe divisero il mondo antico nel campo della filosofia, della retorica e della poesia.
Callimaco ad esempio sosteneva poesie brevi a quelle lunghe.
C'era un discorso di espressione di intuizione e di non schemi.
Siamo nell'epoca delle città stato come Atene e Sparta.
L'opera di Platone è difficile da catalogare, addirittura lo stesso filosofo Francesco Adorno sostiene l'impossibilità di catalogarla, dato l'alto numero di argomenti, argomenti che nascevano negli incontri.
Per cui in Platone non troviamo un sistema filosofico preciso, ma ce lo dobbiamo ricavare noi questo sistema.
Mentre Socrate lavora sulla maieutica, tirando fuori dall'individuo ciò che in lui già c'era a livello dinamico, in Platone c'è un discorso di insegnamento secondo il momento ed il gruppo.
Le sue opere sono divise nel periodo giovanile, della maturità e della vecchiaia.
Il primo è molto riferito a Socrate, personaggio accusato di corrompere i giovani intellettualmente e fisicamente, lui si difese ma rimase condannato ed i suoi allievi lo spinsero alla fuga, ma lui rifiutò la fuga : Io ho sempre difeso le leggi, uno stato senza leggi non si regge, le leggi vanno rispettate ed eventualmente vanno cambiate, non si possono che non rispettare.
Di conseguenza Socrate preferì morire seguendo ciò che aveva sempre insegnato, era in tarda età...
Quale è la novità di Platone?
E' una epoca nella quale si ricercava disperatamente la verità, epoca molto lontana da questa. Per il mondo ellenico la verità era ricerca a tutti i livelli della stabilità e dell'assoluto. Guardando il mondo sensibile Platone si accorse che non poteva dare sicurezze ne opportunità di credere in qualcosa di stabile. Platone sostiene che l'anima delle persone è immortale e che si reincarna, concetto dell'antichità dove il mondo ellenico ed indù si sono incontrati fino al 525 d.c. Quest'anima nasce già con delle caratteristiche precise, l'innatista, molto diverso da Aristotele che parlava di tabula rasa, anima senza precedenti e storia.
L'anima che si reincarna secondo Platone è come una auriga con due cavalli, una sorta di raffigurazione presente nel mondo indù se pensate all'auriga di Krishna,... l'auriga è la ragione con due cavalli uno bianco ed uno nero, il primo porta i sentimenti puri non legati al mondo sensibile, mentre il nero è opposto e porta le sensazioni del mondo materiale. Platone afferma che entrambe sono necessari poiché tirano in diverse direzioni, uno in alto ed uno in basso, l'uomo muore e si reincarna per rivivere una situazione di quel tipo nuovamente.
Le ali si spezzano dice Platone, e solo quando si è vicini alla persona amata si possono riformare con lo sguardo le ali dei cavalli. Questo fluire dello sguardo è importante poiché è un concetto di un amore vicino, molto più vicino, al mito orfico, in cui si cerca disperatamente l'anima, l'altra parte di noi stessi.
In questa caduta l'uomo, attraverso l'amata, cerca di ricreare le ali e di volare.
Le idee penetrano nella materia, la materia è la donna, un fatto passivo, mentre l'idea dà come maschio forma alla materia. Non è solo un discorso di uomo e donna ma c'è anche un discorso di omosessualità, era lecita, la donna non è mai parte agente poiché rappresenta la materia.
Secondo Platone esiste il bene in sé poi esiste una dimensione dell'Iperuranio dove vivono le idee... queste idee sono cinque, producono attraverso il demiurgo la forma della materia.
Le cinque idee sono: l'essere, la quiete, il movimento, l'identico ed il diverso.
Da queste idee si sprigiona tutto quello che è la materia, plasmata dal mito del demiurgo. Le figura ad esempio come il Geova ebraico ed il Dio cristiano, sono una lontana rassomiglianza del demiurgo.
Il demiurgo plasma la materia secondo le idee.
- L'essere è il più importante, lo stesso non essere è essere in quanto non è.
- La quiete è movimento poiché da un senso al movimento stesso.
- L'identico a se stesso è diverso rispetto al diverso.
Non è un gioco di parole questo qui poiché ci fa nascere una domanda logica: se esiste il bene in se, come nasce il molteplice? domanda che ogni ricercatore dello spirito si pone...
Secondo Platone esiste l'uno che ha già in sé la diade, una situazione duale.
Dal duale si passa al molteplice come sperimentazione di se stessi... che vuol dire molteplice?
Tante qualità creano il molteplice… la stessa energia che è nel molteplice è presente nello stesso uno.
In tutto questo come si può riconoscere la verità unica ed assoluta?
Tutto ciò che il demiurgo plasma già esiste, e non crea, differenza filosofica e metafisica essenziale...
Lo stesso bene in sé non è Dio ma è solo un concetto… è il padre delle idee.... la madre è la materia...
Bisogna spogliare la nostra vita da tutto ciò che è sensibile, affetti ed emozioni, in quanto pur permettendoci di conoscere, ostacolano la conoscenza. La materia secondo Platone, non potrà mai assolutamente divenire idea, in quanto ha in sé il limite del non limite, perché è indeterminata ed indefinita e come tale non potrà mai essere definita e determinata. Nel momento in cui si definisce blocca tutta la dinamica della creazione stessa.
Tutto questo porta ad una divisione precisa tra quello che è il mondo delle idee e quello che è il mondo della materia. Questo demiurgo, questo mito, plasmando crea la dinamica del mondo sensibile.
L'uomo nel tentativo continuo di conoscere sé stesso, spesso perde l'occasione di staccarsi da quello che è la materia e di conseguenza ripiomba in una vita che è quella nel mondo sensibile.
Nel campo sociale (De Republica) esistono i filosofi che diventano re, oppure i re diventano filosofi. Esiste poi il mondo dei difensori, Krishna direbbe il mondo dei guerrieri; esiste il mondo dei produttori, quelli che Krishna chiamerebbe commercianti; esiste una quarta casta che negli indù è quella degli intoccabili e che nel mondo greco è quella degli schiavi. Tutto il mondo ellenistico è basato sulla schiavitù. Tutto uno stato era basato sulla schiavitù, tutta un'economia era basata sugli schiavi.
Secondo Platone questa situazione è già divisa dalla nascita. Già dalla nascita l'uomo ha questa situazione, è chiaro che si può diventare filosofi attraverso la famosa palestra dell'università, struttura alla quale partecipavano anche le donne come mondo femminile. C'è una divisione netta e precisa.
Platone approda a Siracusa dove il Tiranno si appropriò delle sue idee, contrabbandandole come sue. Platone fu deluso. Tornando ad Atene e nel periodo della vecchiaia esce fuori il vero Platone, il gigante della storia antica.
Lui abbandona il discorso strettamente politico e sociale, lo riprende attraverso il dialogo il politico. Siamo in una età che come direbbe Shakespeare, su tre pensieri due vanno all'al di la ed un terzo è per il mondo terreno. La maturità porta a riflettere sulle cose dell'ultraterreno e, nella maturità, in Platone c'è un distacco preciso da quella che è la sua storia personale e dalla sua città Atene, una città meravigliosa che ha purtroppo permesso la morte di Socrate. All'epoca, questi personaggi vivevano intensamente situazioni di vita, credevano profondamente nella democrazia, la possibilità di creare ideali in terra... Platone dichiara alla fine che mai la materia potrà diventare come un ideale, questo distacco preciso verso la trascendenza, distacco che ritroviamo nel mondo ebraico e cattolico, dove c'è un dio trascendente e la materia distaccata.
Ma cos'è il tempo si chiede Platone?
Prima del demiurgo non c'è il tempo... poi troviamo il tempo in tutto il mondo sensibile, un tempo circolare che ritorna e si compie in continuazione, non c'è possibilità di uscita in quanto la materia è corrotta, in quanto è materia, il tempo non può essere altro che circolare.
Il modo indù crede al contrario nella possibilità del distacco dalle reincarnazioni, poiché si crede che il Dio, il bene in sé, è dentro do noi.... il distacco dalle reincarnazioni, dal ciclo delle nascite e delle morti secondo Platone non è possibile in quanto la materia… e come materia non è perfetta, e in quanto imperfetta non potrà mai entrare nel mondo della perfezione, nel mondo delle grandi cinque idee.
Platone a mio avviso è colui il quale diede inizio a quella che è la filosofia del cristianesimo, pensiamo al neoplatonismo e a Plotino, tutti i maestri cristiani hanno comprato dal pagano Platone, il quale ne faceva un discorso non di immagine ma di concetto impalpabile. Al contrario il mondo ebraico e cristiano hanno creato un Dio in termini umani, un Dio geloso e vendicativo.
Il demiurgo è visto dai cristiani più antichi come un personaggio contrario all'uomo, il demiurgo plasma la materia ma fa si che mai diventerà come lui e mai diventerà come l'idea. Se voi pensate al Dio ebraico della genesi, non è molto favorevole all'uomo, è un Dio che mette alla prova e poi condanna. Il mondo ebraico compra dal mondo ellenico il mito del demiurgo, un mito senza valore storico, il mito di un Dio che tende trabocchetti…
Basti pensare anche al Padre Nostro! Ma quale è lo scopo di tutto questo?
La risposta è semplice...
La legge della necessità... il bene in sé, necessariamente per sua natura, vive e crea il mondo sensibile tramite questo demiurgo, il quale va a plasmare ciò che già esiste attraverso un tempo ed uno spazio circolare, attraverso questo tempo come lontana immagine dell'immortalità e che attraverso nascite e rinascite ci dà un sapore di immortalità che mai si definirà come una situazione ideale e pura.
Che vuol dire necessità?
Se voi pensate alle scoperte scientifiche recenti, ci sono delle cose che debbono necessariamente avvenire... noi non sappiamo perché l'uomo è diventato uomo.
Se vogliamo farne un disegno divino possiamo farlo... Se vogliamo farne un discorso evolutivo facciamolo...
Ma noi sappiamo che certe cose sono avvenute attraverso milioni di anni, attraverso una comparazione ed eliminazione continua di specie animali ed organismi, finché non si è arrivati a questo assemblaggio umano di migliaia di specie.
C'è un disegno divino in questo? C'è un discorso preordinato in questo?
C'è un discorso di casualità oppure di causalità?
Su questo la scienza non può dare ancora una risposta precisa.
Il mondo spirituale se si pone o su un piano strettamente religioso non può dare risposte. Allora ci si pone il perché di tutto questo, ci si chiede se l'uomo abbia in lui un disegno preciso.
Io direi che, al di fuori di tutto questo, c'è in lui un disegno. In quanto partecipe di una manifestazione del creato ha in sé esattamente tutte le caratteristiche di questo creato, compreso quello che è il bene in sé come direbbe Platone o quello che è il divino. Quindi l'uomo ha la possibilità della creazione dentro di sé ed in quanto creazione non ha la possibilità della distruzione... uccidere ad esempio non è distruggere...
L'idea della vita e della creazione non viene eliminata se una persona uccide un'altra... è un discorso di leggi, di leggi applicate, nell'uomo c'è una situazione precisa che esiste nel cosmo, che è una legge di necessità, la legge della continua espansione...

Quale è la nostra differenza rispetto ad un Platone o ad un mondo religioso?
La differenza sta nel fatto che noi non crediamo in un Dio trascendente, non ci interessa in quanto trascendente, se Dio è trascendente è imperscrutabile e quindi non si rivela, ci rimane estraneo...
Ma non è possibile che sia un Dio estraneo, poiché tutta questa manifestazione fa parte di lui, questa legge del bene in sé è dentro di lui, per cui non ci può essere estraneità tra noi e lui, altrimenti esisterebbero due mondi, due creazioni, due poli, la diade famosa, ma non ci sarebbe l'uno.
E siccome tendiamo all'uno ed anche la scienza ce lo dice, poiché afferma che la razza umana è una, allora questo "uno" necessariamente è in noi.
Noi non crediamo nella trascendenza, ma nell'immanenza di questa legge. Le idee sono nella materia e la materia avviene come sperimentazione di quest'idea, la materia è l'idea solidificata, sostanzializzata attraverso un processo chimico, la materia e l'idea sono due situazioni in uno stesso atteggiamento.
Perché oggi però l'idea non vive totalmente nella materia?
Perché c'è un principio di gradualità, gradualmente la materia si trasforma nell'idea ma non ritorna all'idea originaria, non torniamo indietro. Secondo Platone l'uomo vive nel ricordo del mondo delle idee, l'anima vive nel ricordo del mondo delle idee.
Noi del ricordo non ci facciamo niente, perché sappiamo bene che il ricordo non esiste; il nostro tempo è l'eternità, è il tempo del sempre presente, per cui ciò che è passato non solo non ci riguarda ma non esiste.
Entriamo in un mondo diverso dal nostro modo di ragionare...
Questa materia si trasforma senza ritornare all'idea, perché l'idea è la materia stessa che si trasforma e si sperimenta in continuazione e produce qualcosa che prima non aveva, ossia l'idea di sé stessa. Una sperimentazione precisa che l'idea fa, trasformando sé stessa in materia e da materia ritorna all'idea per acquisire una coscienza che prima non aveva.
E' come una persona che decide di vivere un amore... un conto è scrivere d'amore ed un conto è sperimentarlo..
Quando si sperimenta un amore significa che l'amore è stato vissuto.
Esperienza significa es - perire ovvero la morte dell'es... l'esperienza non è un qualcosa di superficiale ed epidermico come pensavano i sofisti... l'esperienza è credere in questa cosa... morire per questa cosa... noi andiamo a morire in quella situazione poiché in quella morte noi riprendiamo vita e ritorniamo in vita come l'araba fenice... dopo l'esperienza, dopo il morire dell'es...
In questo modo, ritornando, noi non siamo più quelli di prima, ma siamo un' idea nella materia che ha sperimentato qualcosa che prima non aveva sperimentato.
E' basilare questo, altrimenti tutto ciò che viviamo sarebbe inutile. Ammettendo la trascendenza, ammettiamo l'inutilità della vita, ma la vita non è inutile per il semplice motivo che nascendo abbiamo delle tracce di una vita passata, di un passato e di questo passato niente si è perduto poiché è presente vivendo nell'individuo.
Sul piano filosofico, se niente si va a perdere di questo passato, vuol dire che indubbiamente l'esperienza rimane e vive nel presente modificando una situazione.
Noi cerchiamo di dare una risposta in più...
Questa coscienza non è soltanto necessità ma anche scopo... si attua attraverso una legge di necessità ma è uno scopo... non è una legge legata ai principi di causa-effetto ma è anche legata alla casualità...
anche per caso avvengono le cose... anche per causa ed effetto...
Ma quest'anima del mondo come direbbe Platone, ha in sé la forza dell'esperienza, avvenga come avvenga... è così...
Coscienza è continua dinamica dell'idea attraverso la materia e la sperimentazione, per la trasformazione dell'idea stessa in un'idea cosciente.
Il Dio statico è morto, esiste solo un Dio dinamico... chiamiamolo Dio così accontentiamo le menti religiose!

Il bene in sé direbbe Platone, l'anima del mondo ha in sé questa legge di espansione, espansione della conoscenza attraverso l'esperienza, per acquistare una coscienza graduale e biologica, eterna ed infinita.
Quando un bambino nasce, ha in sé tutte le qualità del mondo, ma si trasforma fino alla morte attraverso una continua esperienza di vita che non è né buona né cattiva... buono e cattivo sono due aggettivi del mondo sensibile... nel mondo dell'essenza profonda esiste una situazione continua: il bello è bello in ogni caso.
Noi giudichiamo per simpatie ed empatie, il bello per noi nasce da una persona che sprigiona il bello, dal suo cuore e dal suo sentimento; c'è un discorso di trasformazione biologica. Quando parliamo di una persona bella od illuminata è perché si illumina veramente, assume un aspetto diverso poiché sprigiona questa forza, poiché sprigiona questo bello, poiché in lei c'è Dio, perché lui è Dio, perché in lui è questa dinamica, perché lui è questa dinamica e questa essenza che si sta sperimentando, con il fine di creare una coscienza cosmica.
Allora quale è la nostra strada?
La nostra strada è tirare fuori da noi queste cose, diventando in questo modo. Sono esperienze individuali, non di massa, i media non ci servono a questo; sono discorsi strettamente personali ed individuali, ma se uno è in questa strada, lui entra nel grande convivio dei filosofi antichi e dei grandi maestri che sono perennemente esistenti.
Non è morto Platone... non è morto Socrate... le loro idee sono vive!
Secondo Platone le idee vivono, il mondo vive, le ossa di una persona sono vive in quanto collegate a tutto il corpo, la terra è vivente in quanto è collegata al cosmo, niente è morto, tutto è vivente.
Che idee grandiose… soffocate attraverso anni d oscurantismo!
Ora c'è la grande botta della bella scienza e della spiritualità, che riprendono un discorso lasciato 2500 anni fa, un discorso che fa diventare l'uomo Dio e padrone di se stesso.
Perché allora Socrate era grande?
Perché ha saputo morire e vivere per una sua precisa idea…
Perché Gesù era grande?
Non per l'amore, ma per l'abolizione della schiavitù… lui è morto per questa idea…
Perché El Che era grande?
Perché credeva nel discorso della fratellanza... Uno sparava l'altro no... non è questo il problema!
L'idea si ripresenta continuamente nell'uomo attraverso le esperienze più antiche, dall'avatar, al maestro, al filosofo, al guerriero; l'idea si presenta e si ripresenta perché vuole esprimersi, perché è dentro di noi.
Dimenticate i dogmi, dimenticate i maestri che vogliono schematizzare le cose, l'importante è che esca da dentro noi il messaggio; ed è molto difficile sentire ed intraprendere autonomamente un percorso sconosciuto ed ignoto, un percorso dove esisti solo te.
Ma quale è il rapporto con l'amore.. l'amore platonico?
L'amore parte dall'eros, da una fatto sessuale e bestiale, dal cavallo nero, che è necessario per arrivare al cavallo bianco, rappresentato idealmente dallo sguardo. Ma è una gradualità di cose. Ma è sbagliato anche questo poiché è contemporaneo il discorso dello sguardo e del rapporto sessuale. Adesso siamo coscienti, non è più l'epoca dei cavernicoli, dove avveniva un discorso di riproduzione della specie attraverso il piacere.
L'uomo adesso è diverso, l'uomo adesso può,deve ed ha la possibilità di comprendere che anche nel rapporto sessuale, se totale, in quel momento può produrre coscienza... allora è una esperienza, se non si è totali in quel momento si crea solo imperfezione... se si è totali crei una esperienza totale per te.
Non andate avanti a schemi, noi siamo l'unico schema di noi stessi, la nostra esperienza nel totale in una continua dinamica, e che come direbbe Eraclito tutto è vero ma è vero anche il contrario del vero.
Ma allora?
Allora sei tu soltanto in grado di dire se una cosa è vera in questo momento.

Il mondo delle idee platoniche non può avere coscienza di sé perché è diviso, esiste un trascendente ed il mondo, lui ha coscienza ma non ha coscienza biologica, non produce e non crea; ha bisogno di un demiurgo e Platone si è trovato nella necessità di creare un mito del demiurgo.
Noi diciamo che il demiurgo non esiste, Geova non esiste, esiste l'uomo, l'uomo è il demiurgo, l'uomo è l'idea, l'uomo è la materia. Altrimenti ci perdiamo andando a cercare ciò che non c'è.
Noi ci sperimentiamo per ritornare ad un livello di coscienza biologica che Dio non ha, e se l'avesse non esisterebbe tutto l'universo.
Rimane comunque sempre il concetto della necessità e dello scopo della sperimentazione; lo scopo ce lo spiega la scienza stessa: c'è una espansione continua e di conseguenza c'è l'infinito e c'è l'eterno. Noi tendiamo all'eterno ed all'infinito, ma sul piano biologico non siamo ancora in grado di farlo finché la materia e l'idea non diventano coscienza, finchè non diventano un'altra situazione precisa. A livello individuale, usando un'immagine allegorica, l'uomo cosciente non sarà un uomo come adesso, sarà diverso, sarà una sostanza indefinita e cosciente di se stessa. In altre parole sarà un mutante che trasforma se stesso secondo le necessità. Quando andiamo sulla luna o su Marte che cosa facciamo? portiamo su Marte e sulla luna la terra, cercando di creare un ambiente come se fosse terrestre adesso. Non può reggere... allora pian piano andando al di la, ci abituiamo ad essere marziani, ovvero tu a livello di coscienza riuscirai a produrre delle situazioni chimiche tue che ti permetteranno di fare tutto questo.
Un bambino rimasto attaccato ad una roccia, solo attraverso il sostegno del proprio braccio, per circa tredici o quattordici ore, attaccato alla roccia. Il suo pensiero, senza volerlo, aveva permesso che il suo corpo diventasse un tutt'uno con la roccia. Abbiamo la possibilità di entrare in quella dimensione della roccia; la scienza ha preso atto di questo. Nel cervello umano,se lo facciamo lavorare bene, ci sono delle possibilità enormi ed inimmaginabili.
In quanto espansione, l'espansione non terminerà mai. Se la materia è una quantità limitata ad un certo punto finisce. Se non ché, nella matematica quanta +1 -1 è uguale a 1 e di conseguenza non c'è mai sottrazione di materia.
E' questo che sconvolse i fisici. Quando Einstain disse la frase Dio non gioca a dadi si rifiutò di accettare questo concetto pur essendoci arrivato anche lui... +1-1 è 1.
Tale scoperta ha sconvolto ogni situazione precedente. Una espansione continua che chiamiamo espansione perché noi la vediamo tale, attraverso mezzi limitati. A mio parere non c'è una espansione, ma già c'è tutto...
Si è scoperto che tutto questo universo è piatto e galleggia...
Dove galleggia? e se è piatto significa che c'è una velocità continua.
Allora sul piano spirituale c'è una essenza misteriosa con delle leggi sue ed una sostanza che ha delle leggi che non tutte conosciamo. Ci sono dimensioni che non conosciamo... tutto galleggia in un qualcosa che non conosciamo, una sorta di liquido amniotico dell'universo, un qualcosa che alimenta questa sostanza...
Come e perché l'essenza alimenta la sostanza questo ancora non lo sappiamo!
Questa è la vera rivoluzione, quella che stiamo facendo oggi. Se tu non hai queste idee dentro te non fai nessuna rivoluzione; se tu non hai queste idee, non fai nessuna rivoluzione, ma non la fai nemmeno nel mondo del sociale.
L'affermazione di un mondo delle idee dentro di noi significa che tutti i valori che stiamo vivendo sono nulli e destinati ad essere sconfitti perché non veri... cadranno da soli senza dubbio... la rivoluzione continua in tutti i sensi.
L'anima secondo Platone ritorna a vivere nel mondo delle idee per poi reincarnarsi. Noi diciamo che il corpo si rigenera attraverso mille esperienze,perché non c'è possibilità che si ripeta una seconda volta una cosa già avvenuta. La sua essenza continua a vivere senza leggi legate alla fisicità.
In chimica sappiamo che esistono degli elementi volatili e solidi. L'elemento volatile, come Mercurio, è il corpo e l'elemento solido è l'anima che rimane. Senza entrambe non c'è l'esperienza. Corpo ed anima sono necessari poiché simpatici, si debbono conoscere per simpatia e se non si conoscessero ci sarebbe la divisione.
Addirittura Paracelso diceva che per simpatia di sangue si può curare una malattia…

Quando noi moriamo, gli altri credono che siamo morti. Dobbiamo entrare in quest'ordine di idee altrimenti rimaniamo imbrigliati negli schemi del Dio trascendente e della morte necessaria… Non è vero niente!
Gli altri credono a questo perché vivono nel mondo sensibile e non vivono nel mondo delle idee e dei sentimenti. Lei non potrà mai trasmettermi i suoi pensieri ed i suoi sentimenti a me, lei potrà soltanto raccontare ma non trasmettere i sui sentimenti e sensazioni… non c'è mai questa identità. Quando riusciremo a fare l'identico ci renderemo conto. L'acqua può essere solida, liquida o gassosa, ma sempre acqua è!
Il dna da dove viene? il dna è individuale. Due gemelli che nascono dalla stessa donna hanno un dna diverso.

L'amore non esiste se non ad un livello di identificazione. Se non c'è identità ed identificazione, sarà solo un discorso di simpatia.

Di fronte alle leggi di necessità e scopo, possiamo dire solo si oppure no. Se la rifiuti crei karma e sofferenza; se la accetti ti evolvi e raggiungi attivamente un nuovo stato evolutivo.. entri nel dharma , nella legge divina nel mondo della beatitudine, la vita eterna... l'uomo dovrebbe credere fino in fondo che ha in se la vita eterna ed il senso dell'infinito. Se l'uomo agisce sulla vita eterna e sull'infinito, l'uomo comincerà a cambiare biologicamente, ammalandosi di meno. Perché è così e non c'è spiegazione scientifica contraria, non c'è spiegazione spirituale diversa. Nel nostro corpo non c'è il minimo osso inutile, c'è una legge di economia universale.
Non è possibile che ci sia la morte… c'è la trasformazione!
Quando avremo questa certezza vinceremo gelosie ed invidie, ci eleveremo di coscienza saremo ad un livello superiore, indifferenti a ciò che accade intorno. Saremo convinti di combattere ciò che è menzogna su tutti piani, sociali ed individuali.

Noi abbiamo scoperto che a velocità diverse nello spazio, il tempo è modificabile.
Diversa la velocità, diverso è il tempo. Quando avverrà l'identità, tu vivrai nello stesso momento tutte le sensazioni cosmiche. Non sari più legato ad un corpo, non esisterà più spazio e tempo, sarai nello stesso momento da tutte le parti come coscienza. Siamo ancora giovani, la terra è ancora giovane per arrivare subito a questo risultato.

L'uomo mai come adesso ha la possibilità di distruggere e costruire coscientemente. Decisioni immani che coinvolgono popoli e razze intere... questa è coscienza... il problema allora non è se è bene o male una cosa: il bene e male sono relativi rispetto all'azione cosciente... azione cosciente è quando un individuo ha la coscienza di poter attuare una situazione che non riguarda solo lui ma che riguarda una massa di persone... più una massa è coinvolta e più abbiamo coscienza di questo.
Si parla di un governo del mondo. Si tratta di portare un discorso di cura e lotta alla fame a tutti gli individui. Possiamo prendere decisioni collettive e globali... questa coscienza sul piano sociale è conseguenza di una coscienza sul piano individuale.
Non è ancora la grande espansione.. è una strada che stiamo percorrendo... il rispetto della vita e della libertà sono i due grandi binari sui quali si muove l'umanità cosciente... la nostra coscienza si sta allargando.. ho visto gente piangere per situazioni di tragedie distanti da loro…

Chi dirige un paese non può avere niente di suo direbbe Platone… chi legifera non deve mai essere in possesso di alcuna proprietà personale, perché la sua coscienza non può essere legata al suo possesso, ma deve essere necessariamente ed obbligatoriamente ampia.
Il valore delle cose non può superare il valore umano.
Questa situazione dovrà essere sovvertita…questa cosa dovrà finire...
Oggi si chiede che cosa fai e che cosa hai… non si chiede mai ad un individuo che cosa senti o che cosa pensi...


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