| Conversazione di Cesare De Bartolomei
Castiglione del Lago (PG)
16/02/2001
Carl Gustav Jung è un personaggio a me molto vicino e molto caro da un certo punto di vista, con lui iniziai una nuova strada di ricerca intorno al 1960/61. Dopo unesperienza abbastanza forte in politica incontrai questo personaggio attraverso una analisi del profondo condotta su me stesso.
Jung nacque nel 1875, durante i primi esperimenti dellanalisi freudiana, esperimenti cominciati anni prima dallo stesso Charcot. Costui sosteneva lidea di eliminare situazioni di psicosi attraverso lipnosi. La cosa che avveniva era che le persone sotto ipnosi erano normali ovvero si presentavano come nella norma e di conseguenza rispondevano a domande raccontando la loro vita e la loro storia. Quando terminava lipnosi, tornavano comunque in uno stato di psicosi, con tutti i loro disturbi fisici e psicofisici che derivavano dalla loro malattia.
A questo punto Freud si pose il problema del perché questo avveniva...
...Cosa avveniva sotto ipnosi?...Cosa avveniva dopo lipnosi?
Freud si rese conto che cerano delle situazioni che lindividuo normalmente rimuoveva, ad esempio situazioni di trauma e dissociazione, situazioni di conflitto con la società, di conflitto con se stessi, tutto ciò andava creando linconscio (inconscio personale come lo chiamerà Jung in seguito). Questo inconscio impediva di agire, creando una sorta di divisione della psiche impedendo la possibilità di parlare e di agire.
Secondo Freud tutto questo nasce da una situazione sessuale, di libido, di eros... ovvero una serie di traumi che hanno una origine di carattere sessuale.
Jung quando conobbe le teorie freudiane (Freud non era ben visto nellambiente scientifico tanto più nellambiente psichiatrico) comprese che attraverso linterpretazione dei sogni era possibile render logico il percorso dellinconscio.
Non va dimenticato lo stato di provenienza di Jung... nacque in Svizzera da un pastore protestante, in una famiglia con tutte le problematiche tipiche di una tale estrazione, divenne psichiatra laureandosi in medicina, ebbe una libera docenza alluniversità...
Il ricercatore che era in lui non era soddisfatto di come la psichiatria curasse certe malattie che apparivano quasi misteriose... Jung era sempre affascinato da ciò che appariva misterioso.
Non a caso la tesi di laurea di Jung fu su una donna medium, la quale in stato di trance aveva veggenze e premonizioni. Attraverso gli incontri che ebbe con questa donna, Jung si accorse che lattitudine medianica era a volte condizionata da un certo tipo di ambiente nella quale la donna viveva, al punto che la donna stessa andava forzando ciò che non andava forzato... ovvero la conoscenza dellinconscio più profondo.
Tutto questo percorso lo portò in ogni caso a Freud. Quale fu il motivo per cui Jung si staccò da Freud ?
Freud aveva designato Jung come il suo discepolo prediletto, come colui il quale avrebbe dovuto portare avanti tutto il discorso della psicanalisi.
Nel discorso di una sera Freud disse a Jung: Caro Carl, noi dobbiamo creare lipotesi della sessualità come un baluardo contro una marea di fango... Jung rimase colpito da due parole: baluardo e marea!!!
A questo punto Jung chiese il significato di tale affermazione. Freud rispose che questo tipo di analisi era lunico modo per superare un certo tipo di nevrosi relative alluomo ed alla intera società, e la marea di fango era questa situazione di valori nazionalisti e razzisti.
Jung non fu convinto di due cose: il baluardo gli ricordava il concetto di dogma, gli ricordava la cultura del padre che era un pastore protestante... non si può creare un dogma nella ricerca scientifica e personale, il dogma va solo studiato, ...la fede è fede - lui diceva - non ci dà una soluzione scientifica, non si può provare cosa sia la fede...
Secondo Jung non esisteva solo una spinta sessuale a muovere le persone, ma esisteva una spinta che veniva dallinconscio più profondo, una spinta che veniva addirittura da situazioni non sessuali, da situazioni traumatiche.
La cosa che Jung affermò era che oltre un inconscio di carattere personale, esisteva un inconscio più profondo che viveva a livello universale, riscontrabile in tutti gli uomini, esisteva un inconscio collettivo in cui viveva il mito.
In questo inconscio collettivo viveva larchetipo, ossia una situazione in cui tutte le persone si muovevano, ed era larchetipo stesso a spingere lazione delle persone attraverso la coscienza.
E comprese che il percorso di questi archetipi che partivano dallinconscio collettivo per arrivare a ciò che era la coscienza, era possibile attraverso il contributo mercuriale dellanima, e lanima esiste (sempre secondo Jung) in quanto conduce gli archetipi fino al livello di coscienza. lanima è in stretto collegamento con il Sé.
Tratteggiando così una filosofia che aveva molto di orientale ma anche di occidentale: esistono tutte le esperienze in un inconscio personale (schiaffi e traumi infantili ad esempio) ed esiste un inconscio collettivo che esiste e si muove al di là di tutto, creando delle possibilità di crescita e nevrosi...
Secondo Jung la nevrosi è come un gioiello, un diamante, cioè una situazione terribile ma allo stesso tempo una situazione di profonda creatività che può essere sprigionata dalla persona stessa.
Da tutto questo nasce lallontanamento dalle teorie dellepoca, da un insegnamento di carattere scientifico, da quello che erano le posizioni freudiane.
Tra Jung e Freud ci fu sempre un rapporto di padre e figlio, un rapporto che ad un certo punto va cambiando, quando in un viaggio in nave, Freud racconta un sogno a Jung, il quale andò ad interpretare il sogno stesso (sappiamo bene che ogni psicanalista oggi deve avere un suo analista di riferimento).
E proprio nella volontà di interpretare tale sogno, Jung chiese a Freud di venire a conoscenza di ulteriori fatti della vita privata, ma Freud rispose: ...non posso mettere in discussione la mia autorità!!!
Questo fatto fece cadere lautorità stessa... Freud evidentemente aveva un problema di autorità, un problema di carattere paterno probabilmente.
Nella conferenza che poi si svolse a New York, Freud ebbe uno svenimento allimprovviso. Tutti accorsero intorno a Freud e lo stesso Jung si avvicinò a lui e sollevandolo da terra.
Jung incrociando lo sguardo di Freud vide in lui lo sguardo di un bambino.
A questo punto Jung comprese che cera una parte di Freud che era rimasta infantile.
Da quel momento Jung non insistette più con Freud, cominciò a portare avanti le sue teorie distaccandosi totalmente. Si allontanò dalla libera docenza universitaria, proprio perché in cuor suo non poteva più insegnare ai propri allievi ciò in cui non credeva... cosa molto particolare se voi pensate allattaccamento attuale nei confronti di tante poltrone!
Ma Jung alla fine era un predestinato per certe cose, andò perdendo tutta una serie di amicizie che aveva nel campo, e cominciò, quello che lui chiama (nel libro Ricordi sogni e riflessioni, libro uscito postumo) e che era, un viaggio verso linconscio.
Jung si poneva un problema: come arrivare a contattare la parte più importante che è il Sé, la parte che sta ferma, la famosa ruota di Buddha, un perno dove gira tutto intorno... era una sua intuizione quella del punto centrale...
In questa situazione cominciò ad avere impulsi e visioni, ma non voleva portarle a galla completamente poiché temeva di cadere nella follia... ricordiamoci di persone come Nietzsche che per seguire fino in fondo le proprie sensazioni vennero travolti perdendo la loro razionalità... stravolgendo la normalità...
Jung si rese conto che era impossibile trattenere tutto ciò e che cera la necessità di andare fino in fondo...
Incominciò ad avere dei sogni particolari dove tutto ciò che era in lui nascosto, diventava oggetto dei sogni, cominciò infatti a sognare di scendere in un grande castello di tre piani giungendo in una stanza preistorica, rendendosi conto che tutto quello faceva parte di un suo bagaglio animico... cera un percorso che partiva dalla preistoria e che arrivava attraverso dei secoli fino a lui. Cera una costruzione psichica precisa.
Cominciò le sue contemplazioni capendo che le immagini che gli venivano incontro dovevano essere immediatamente comprese. Ogni sensazione venne rapportata ad una immagine ed attraverso limmagine ricevuta dallinconscio, riusciva ad interpretare e comprendere ciò che avveniva.
E un viaggio di un fascino straordinario, un viaggio in cui lui era disarmato!
Nella sua vita apparvero così dei personaggi precisi... Elia e Salomè... interpretò il primo come la saggezza e Salomè (cieca) come la sensazione. Cominciò a dialogare con questi personaggi accorgendosi che riceveva da questi tutta una serie di risposte indipendenti dalla sua razionalità, al di fuori di ciò che lui avrebbe voluto dire, avevano cioè una vita propria...
E come se ad un certo punto esistessero nellindividuo pensieri, sensazioni e ricordi con una vita propria, pensieri e sensazioni che vivessero al di fuori del proprio io personale.
Da qui nasce lio personale, linconscio personale e linconscio collettivo attraverso esperienze anche paradossali, elaborando anche il discorso della sincronicità, ovvero per ogni avvenimento che avviene dentro di noi, ce ne è un altro che simultaneamente avviene di fuori e viceversa, per cui il discorso di causa ed effetto veniva a cadere.
Tutto ciò che accade dentro e fuori di noi non ha alcun nesso se non il tempo... il tempo che ci permette di analizzare questi accadimenti come segni... ciò che avviene è senza causa ed effetto... dentro di noi certe cose sono vere, fuori di noi queste cose sono vere ma hanno una vita a Sé.
Nel percorso apparvero altri personaggi importanti tra cui Filemone, personaggio greco di molta saggezza, il quale parlava a lui come un saggio parla ad un suo allievo.
Dallinconscio nascevano delle sensazioni e dei fatti che avevano bisogno di un personaggio che li facesse vivere. Dopo Filemone abbiamo Ka, un personaggio egiziano legato al mondo degli inferi, colui che porta nel modo dei morti, nel mondo dellinconscio più profondo... nel mondo di ciò che è morto... di ciò che apparentemente è morto e che torna in vita... e lui comprese che dalla morte cè una rinascita, una resurrezione, una sorta di percorso cristiano al termine del quale si può risorgere dalla morte... senza dogmi... Cristo diviene come il centro di un mandàla attraverso il quale avviene poi la totalità... cè un centro, una quaternarietà con gli evangelisti ed una totalità espressa dai dodici apostoli.
Tutte cose che venivano fuori da disegni che lui faceva inconsciamente e che andavano a segnare una serie di punti della sua ricerca.
Un giorno lui sognò di essere in una città svizzera e che cera un cavaliere, quasi un templare, (lui seguì molto il discorso sui Templari, la moglie stessa di Jung vicino alla morte era impegnata nella scrittura di un opera sui Templari) che camminava in mezzo alla città, con le persone che lo guardavano senza impressionarsi affatto.
Da dove veniva questa figura?... Perché in questo sogno avviene questa situazione?... Perché vedo questo?
Dal primo momento Jung capì che era un messaggio preciso che veniva dallinconscio collettivo, e sulla scia di questo messaggio lui cominciò ad approfondire tutto quello che era il discorso sul Graal e sui Templari per la ricerca del proprio mito...
quale è il mio mito... attraverso questo archetipo, quale è il mito che io debbo portare in vita...
Il mito che Jung doveva portare avanti era la ricerca del Graal, la ricerca della verità più profonda.
In tutto questo discorso, che spazio ha dio?
Jung si risponde dicendo che Dio potrebbe far parte dellinconscio collettivo, ovvero limmagine che noi abbiamo di Dio potrebbe essere soltanto limmagine che ci proviene da una sensazione, potrebbe essere soltanto un nostro bisogno, una nostra necessità.
Ma tutto questo, lui dice, non è neanche importante, seguire, sapere, conoscere... la fede va vissuta per la fede, non per un fatto scientifico.
Alla fine di tutte queste tecniche contemplative, la cosa importante era quella di riconoscere il Sé, ovvero il Sé come Dio nelluomo... questa fu la vera innovazione... nelluomo cè Dio... in ogni uomo cè il Dio... cè la parte divina... cè la possibilità di conoscere il tutto... tutte le risposte sono nella nostra interiorizzazione... se si arriva fino in fondo alle nostre interiorizzazioni si entra in contatto con quello che è questa situazione, attraverso premonizioni, veggenza, sogni, la nevrosi soprattutto... la possibilità di conoscere se stessi... lumiltà del nevrotico.
In tarda età, a 76 anni circa lui disse: ...arrivati ad una certa età ci si pone il problema dellaldilà... paradiso, inferno, per lui erano concetti troppo statici, si rende conto che a livello psichico non vi è una risposta, è semmai una risposta grossolana.
Attraverso dei sogni cerca di capire fin dove era possibile capire... sognò infatti la madre che era stata catturata dal cacciatore feroce che era un personaggio delle fiabe nordiche. Per la prima volta Jung invece di dare una interpretazione di carattere psicologico al sogno, gli diede una spiegazione di carattere reale...
Il cacciatore feroce esiste come mito, e se esiste come mito significa che esiste come archetipo, e se esiste come archetipo significa che vive nellinconscio collettivo.
Tutto ciò significa che attraverso me questo mito torna in vita dandomi delle indicazioni.
Poco dopo il sogno la madre di Jung morì.
Era come se il cacciatore feroce esistesse veramente al punto che aveva portato via la madre... una sorta di premonizione...
Un altro sogno importante per Jung fu quello in cui incontrò il padre, il quale andò a chiedere al figlio qualche elemento di psicologia sui rapporti di coppia, voleva come delle delucidazioni su quello che era il rapporto di coppia.
Dopo questi due sogni, Jung capì che il padre (in seguito ad un matrimonio evidentemente non tanto perfetto) avesse dovuto ricevere questa donna per portare a termine ciò che non era stato compiuto nella vita stessa.
Allora esiste una certa continuità ? si chiese...
Nel frattempo ci furono altri episodi legati alla costruzione della Torre a Bollinghen.
La costruzione della torre era una sorta di metafora della sua vita, partiva da una situazione quasi preistorica per poi arrivare ad un primo, un secondo piano fino a poggiare al centro della costruzione una pietra centrale.
Dormendo in quella torre Jung di notte fu sorpreso da alcune voci che gli sembravano provenissero dai terreni circostanti. Si alzò ed affacciandosi dalla finestra non vide nessuno. Si riaddormentò e sognò una situazione molto simile a quella prima vissuta, ovvero sognò un gruppo di persone che si aggiravano per il bosco circostante (forse delle anime defunte) che andavano narrando la loro storia. Avendo vissuto sia nel sogno che nella realtà questa situazione, capì che quelli che noi chiamiamo morti, gli spiriti, continuano a vivere la loro vita come se dovessero portare a termine una serie di compiti che nella vita non sono riusciti a portare a termine. Sognò addirittura la moglie che terminava di scrivere un libro sui templari.
Su questa sorta di continuità che lui aveva notato, non si sentì di dare una spiegazione scientifica, ma riportò soltanto la sua esperienza, i suoi fatti e le sue impressioni.
In merito al concetto di reincarnazione, Jung cominciò a valutarne la possibilità.
Se esiste un codice genetico, esisterà anche una sorta di codice animico (termine che uso io)...
Ovvero: esiste un destino individuale. oppure io debbo portare a compimento il destino di una famiglia, di una serie di ascendenti che sono vissuti prima di me e che continuano a vivere attraverso me? Lui rimase con questo interrogativo perché non poteva dare una spiegazione di carattere scientifico.
Le sue, potevano essere soltanto teorie... ipotesi... lui non poteva vivere ne come un prete, tanto più come un mistico, i quali vivono secondo i dogmi. Lui crede in ciò che ha vissuto, crede in ciò che per lui esiste.
Ma luomo perché è nato? perché vive in questo cosmo ? questa è la domanda che tutti dovrebbero porsi...
Se tutto nasce dallinconscio... se dallinconscio si arriva allindividuo, perché tutto questo avviene?
Perché luomo deve produrre coscienza!!! questa è la sua risposta. Ma che significa produrre coscienza ? Significa ampliarsi, vuol dire impossessarsi dellesterno attraverso linterno, ovvero introiettare ed esteriorizzare, in questo continuo andare e divenire si crea una situazione precisa: in questa tesi-antitesi hegheliana, in questa situazione di carattere dualistico, ci sarebbe solo staticità... o si sta nel bene oppure si sta nel male!
Jung rifiuta tutto questo dicendo che ...non esiste bene e male, non ci sono due dei... il Dio del bene ed il serpente (come nel cattolicesimo). A Jung non suonava affatto questo discorso, ne lo convinceva il discorso del perdono.
Perché allora luomo ricerca questa unità ? come avviene questa unità ? Di qui nasce la coniunctio oppositorum, lunione con lopposto, gli opposti si uniscono creando il tertium.
La vita era tutta così: tesi antitesi e sintesi.
Di conseguenza un uomo vive nel bene e nel male per poi raggiungere ciò che è una unità, ciò che è Dio, ciò che è la sua realizzazione, ciò che è se stesso. Tutto questo è un discorso di carattere alchemico, un discorso di sincronicità, la coincidenza degli opposti da un carattere di filosofia cinese.
Non dimentichiamoci che Jung fu colui che fece tradurre i Ching, che curò la prefazione ai Ching e fu proprio Jung ad essere additato come una sorta di saggio cinese.
Jung credeva nella salvezza delluomo. Scrisse sul Gesù Salvatore sostenendo che il Dio che sincarna è sottoposto anche lui ad una sorta di peccato originale legato alla sua fisicità, ma la salvezza è intesa come possibilità di un individuo di passare dal parziale al totale.
Una analisi di questo tipo viene chiamata analisi del profondo, ovvero toccare miti, archetipi, visioni anche dellaldilà se volete, che non vengono normalmente comprese.
Tutto questo è molto diverso dalla psicoterapia comune.
Per Freud tutto partiva dallEros e dal Tanathos, dallimpulso della vita e dal Dio che termina.
In Jung cè il superamento dellEros e del Tanathos, questi due sono momenti della vita, esiste un tertium, esiste il Sé, questo Sé che viene dal collettivo, che viene dal cosmo, che viene dallimmaginario...
anche limmaginario collettivo è realtà...
Larchetipo quindi è la possibilità di trasformare la sensazione nel mito...
per cui larchetipo non è il mito stesso, è invece la possibilità che ha lanima di trasformare delle cose in mito, per cui è una forma senza contenuto, il contenuto glielo diamo noi volta per volta.
Il mito è ciò che vive momento per momento la persona (il Che come mito delleroe).
Poi cè il discorso della sincronicità, le cose avvengono fuori quando avvengono dentro, avvengono dentro e poi fuori, nello stesso momento... e non sai perché avvengono.
Ci fu lepisodio in cui Freud e Jung discutendo animatamente udirono una sorta di colpo inferto alla libreria vicino a loro. Freud, impaurito, ne chiese le ragioni a Jung il quale rispose che tale rumore era dovuto allaccumulo di tensione tra di loro. Freud incredulo rispose che tale spiegazione non era affatto possibile.
Jung a sua volta anticipò verbalmente un secondo colpo dicendo ...eccone un altro!
Freud da buon razionalista rimase impaurito e guardò Jung come una sorta di mago.
Non è un caso che Freud morì di tumore.
Con Jung questo vecchio modo di pensare viene spazzato via a favore di un mito cristiano che si rifà ad un discorso orientale: cè un centro intorno al quale si svolgono delle situazioni precise. La rinuncia buddista non viene accettata da Jung, la stessa reincarnazione viene vista come la possibilità estrema per luomo di realizzare la propria totalità.
Cosa succede secondo Jung quando un uomo muore?
I nostri pensieri e le nostre sensazioni rimangono... non rimane unanima vagante, ma rimane tutto un bagaglio di vissuto e di non vissuto, rimangono le sensazioni del vissuto e le aspirazioni del non vissuto... sono forse individuali ? Jung non da una risposta poiché essendo ancora in vita non è in grado di dare risposta alcuna... sa che esistono ma non sa se cè un carattere individuale o collettivo... ossia si perde così tutto un discorso di medianità come forma di contatto con i morti in senso spicciolo... i morti sono morti... questo è il punto fondamentale... il loro ritorno è attraverso le sensazioni ed i sentimenti, delle cose che loro hanno lasciato e che tornano a vivere, e danno delle risposte. Loro stessi hanno bisogno di crescere.
Secondo Jung il morto oppure la sensazione non sono superiori al vivente. Niente è superiore al vivente.
La stessa persona che muore, continua in qualche modo a vivere portando avanti qualche compito di conoscenza.
Cè una dinamica precisa secondo la quale nasce un corpo fisico, un corpo fisico deve nascere perché deve produrre coscienza... tra il corpo fisico e lanima non cè una profonda differenza... non cè alcuna differenza.
Adesso vi leggerò alcune frasi riportate dal suo libro Ricordi sogni e riflessioni.
Lui volle che questo suo libro uscisse postumo, poiché sapeva esattamente (come poi è accaduto) che i suoi allievi non avrebbero compreso il suo discorso.
Jung è arrivato a delle situazioni di carattere scientifico per quello che riguarda lanalisi del profondo, attraverso delle sensazioni e delle esperienze di carattere personale, che poi sono diventate tecniche di interpretazione dei sogni, di meditazione e di contemplazione.
Tali risultati ad oggi sono considerati da alcuni dei suoi allievi (gente che purtroppo io ho conosciuto) ...frutto dello Jung schizzofrenico...
Al che io risposi: ...ecco perché Jung ha voluto che il libro uscisse postumo. Uno come te non poteva affatto capire queste cose...
Non si può interpretare Jung solo su di un piano razionale... se tu lo vuoi vivere lo devi vivere...
Jung è quello dei grandi viaggi in India, dei viaggi in Africa, lui ha vissuto e sentito quelle terre. Il viaggio in Africa fu un viaggio eccezionale per lui. Sognò infatti una persona nera che avanzava verso di lui... lui si rese conto che era il suo inconscio che stava per sopraffarlo, se avesse continuato quel viaggio, se non fosse ritornato, sarebbe stato travolto dal suo inconscio, in un certo senso sarebbe caduto in una follia come quella di Nietzsche.
Non dimentichiamoci poi dei mosaici di Ravenna dove lui vide la regina, madre dellimperatore Costantino... questi mosaici che lui aveva visto chiaramente non erano mai esistiti, eppure li aveva descritti chiaramente.
Che cosa volevano dire le cose che lui aveva visto?
Fu questa la spinta ad affrontare tutto il discorso cristiano, il discorso sul mare.
Jung per questo è un caposcuola... un maestro...
In Italia un suo allievo Ernest Bernard, che ho conosciuto per interposta persona, fu lunico che comprendeva Jung...
Bernard fu lebreo che quando i tedeschi nazisti lo andarono a prendere a casa, lo trovarono a lavorare ad un orologio... vennero i nazisti e lui continuò a lavorare sullorologio...a ripararlo... e quando gli dissero che stavano arrivando i gendarmi lui rispose: ... io non posso far niente, tanto vale che continui il mio compito... fu poi preso nei campi di concentramento e successivamente rimase incolume allo sterminio.
Bernard sognò Jung in contemplazione di fronte al caminetto nella torre di Bollinghen.
Quando i due successivamente si incontrarono il primo disse: maestro... cosa cè dietro al caminetto... cosa contempli?... e Jung rispose: ... tu sei un uomo dotato di grande sensibilità... tu hai visto attraverso il sogno quello che io faccio... io qui contemplo per unora al giorno la sindone che mi dà delle immagini... che mi dà una forza... questa forza poi io la ritrasmetto...
Alla morte dello stesso Bernard, nessuno dei suoi allievi riuscì a continuare il percorso iniziato da Jung, poiché nessuno voleva stare al di sotto di un altro. Tutti professionisti abbastanza bravi ed in gamba, ma ognuno di loro ha il lato ombra. Secondo Jung lombra è la personalità nascosta che esce fuori attraverso la luce (la parte più realizzata delluomo) che tende a sommergere questa situazione... ecco il sogno del negro in Africa... fa parte di un inconscio personale che deve vivere... ma deve vivere in maniera filtrata.
Sul sogno Jung scrisse: ..il sogno è la piccola porta occulta che conduce alla parte più nascosta ed intima dellanima. Aperta sulloriginaria notte cosmica, era anima assai prima che esistesse una coscienza dellio e che sopravvivrà come anima a tutti i prodotti della coscienza dellio, giacché ogni coscienza dellio è isolata e conosce il singolo in quanto divide e separa. La coscienza dellio consta di due limitazioni, anche quando si estende sino alle più lontane nebulose stellari. Ogni coscienza divide, ma con il sogno noi penetriamo nelluomo più profondo, universale, vero ed eterno, ancora immerso in quella oscurità della notte primitiva in cui lui era il tutto ed il tutto era in lui, nella natura priva di ogni differenziazione e di ogni vile io sono. Da una tale profondità collegante con il tutto nasce il sogno, per quanto infantile, grottesco o normale che sia. I sogni non sono invenzioni intenzionali e volontari, ma fenomeni naturali che sono proprio ciò che rappresentano. Essi non ingannano, non mentono, non falsificano, non nascondono nulla, ma enunciano ingenuamente ciò che essi sono e ciò che essi intendono, sono irritanti e portano su strade sbagliate unicamente perché noi non li comprendiamo. Essi non ricorrono ad artifizi per nascondere qualcosa, ma dicono ciò che forma il loro contenuto nel modo per essi più chiaro possibile. Possiamo anche capire la ragione per cui sono così strani e difficili, lesperienza infatti ci mostra che si sforzano sempre di esprimere qualcosa che lio non sa e che non capisce
Perché il sogno? Perché secondo Jung è lunico modo attraverso il quale Dio parla con gli individui.
Anche nella Bibbia ci sono i grandi sogni: il profeta Daniele era colui che interpretava i sogni.
Il sogno rappresenta questa porta... questa verità... questa realtà...
Jung sognò se stesso come un grande maestro doriente che meditava... lui si spaventò a vedere se stesso in quel modo.. ma poi pensò: ma sono io che sogno lui oppure è lui che sogna me... sono io un suo sogno...
Questo è un grosso interrogativo... vorrebbe dire che noi in fondo siamo un sogno di un noi stessi che vive nellinconscio... che vive nelleterno... che vive in una situazione che noi non conosciamo...
Ecco perché si cade in queste situazioni dove non basta più il metodo comportamentale o leros... ma è qualcosa di misterioso che esiste in tutti noi.
Dal 1961 in poi (attraverso tanti anni. attraverso quindici anni) arrivai a fare quasi seicento ore di analisi.
Quando uno va dallo psicanalista è perché ha problemi di coppia, o di relazione, o altro. Partendo da lì poi, pian piano si arriva fino in fondo. Certo dovete incontrare lo psicoterapeuta che abbia vissuto anche lui certe situazioni, per cui è importante che sia uno non chiuso... ma aperto alla propria vita... un vero psicanalista non ha schemi... nel campo della ricerca non ci sono schemi, non si propone neanche la fine della guarigione... certo allinizio si propongono delle cure dette terapie dappoggio... sono valide ma mi permetto di dire che debbano essere una base di lancio...
Credo che una persona è importante che viva se stessa fino in fondo... perché quando si apre una porta bisogna poi entrare nellaltra stanza... è inutile aspettare ad entrare dicendo. Mi metto i calzini, mi metto le scarpe.
Quando forse nellaltra stanza per entrare bisogna essere nudi!
Allora è inutile vestirsi. Che ne sai come è fatto dallaltra parte?
La mente tende ad armonizzare...
Aurobindo diceva che la psicoterapia è epidermica, mentre lanalisi del profondo è entrare in contatto con quello che è linconscio collettivo dove esistono leggi completamente diverse dal principio di causa ed effetto...
Come si può comprendere un Dio cattivo... non esiste... in ogni momento la vita è diversa...
Per cui se si inizia partendo da una situazione di carattere personale, giungendo ad una situazione di carattere più profondo, bisogna avere il coraggio di andare fino in fondo... sfondare questa porta...
Fu proprio questa porta che mi ha condotto fino in India dai maestri indiani, alle contemplazioni... la coniunctio oppositorum è dentro ciascuno di noi, sempre che noi stessi siamo aperti a certe cose, altrimenti rimaniamo nei nostri schemetti e nelle nostre stanze ...credo in questo... credo nella coppia... credo in Dio... credo nel partito...
E se tutto questo non fosse il nostro destino? Chi dice che questo sia il destino?
Noi ragioniamo per schemi e per statistiche, ragioniamo per frasi fatte...
Per Jung non è stato così... ha portato la diversità... limportante è seguire noi stessi, è seguire le nostre sensazioni. la coscienza del perché abbiamo queste sensazioni...
Ma come le interpretiamo le sensazioni? Attraverso le immagini...
Quando vi capita la sensazione quale immagine vi viene prima?
In quellimmagine cè il vostro passato, il vostro presente, il vostro futuro, prima della nascita e dopo la morte...
In un sogno pure cè tutto questo...
Ogni sogno può essere interpretato a sette livelli: prima della nascita, durante la nascita, dopo la nascita, la salute, il rapporto con gli altri, il rapporto con lo spazio, il rapporto con il tempo.
Di conseguenza in un sogno anche il più indifferente (e questa è analisi del profondo) diventa materiale per tre o quattro sedute... ma per favore non date mai per scontato gli schemi, perché altrimenti siamo nel comune e nella massa.
Tutte queste conferenze le facciamo affinché la gente non sia nella massa, ma cerchi di trovare la propria individuazione, la propria spinta fino in fondo.
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