| Conversazione di C. De Bartolomei
Castiglione del Lago (PG)
Quest'oggi iniziano idealmente le ultime tre conferenze che riguardano gli uomini del mistero come li chiamerei io, ovvero Gesù Cristo, Sai Baba, Shiva, Rama, Zoroastro, Maometto e Budda.
Ora tratteggeremo nell'ordine prima la figura del Cristo e poi quella di Sai Baba, ed infine ne confronteremo i messaggi.
La figura di Gesù che illustrerò, non sarà la stessa figura che troverete nei Vangeli Sinottici, sarà piuttosto una figura vicina in parte a i Vangeli Sinottici, in parte a quelli Gnostici, in parte a quelli Apocrifi ed in parte vicina agli scritti di Flavio Giuseppe storico ebreo.
Di Gesù se ne continua a parlare per la valenza del suo messaggio.
Secondo il Vangelo, Gesù deriva dalla stirpe di David e di conseguenza è un legittimo erede al trono di Israele.
Questo spiegherebbe il perché lui non è mai entrato in Gerusalemme fino ai 33 anni nella domenica delle Palme; spiegherebbe il suo continuo peregrinare da un luogo ad un altro senza avere mai una sede fissa, una dimora; spiegherebbe l'accanimento da parte di Erode prima e del Sinedrio successivamente, per l'eliminazione di questo individuo. Gesù è all'interno del Messianismo, un esponente un poco particolare, un unto del Signore, un Messia che rivendicava il trono di Israele.
In antichità i re derivavano da una stirpe umana e divina. Lo stesso Romolo era figlio di Marte, come se una rivendicazione di una paternità divina portasse ad un distacco rispetto alla volontà popolare.
Chi era il padre di Gesù ?
Flavio Giuseppe ci dice che era Giuda di Gamala. Gamala era una fortezza detta il Nido delle Aquile, una rocca che si trovava lungo il lago di Tiberiade. Gli ebrei Zeloti infatti, proprio in quelle zone, rivendicavano l'indipendenza da Roma ed affermavano l'illegittimità del trono di Erode. Si rivendicava così il trono per successione legittima.
Tutto il popolo ebraico era diviso in quattro grandi stirpi di carattere religioso che erano i Farisei, i Sadducei, gli Esseni ed i Nazzareni... i Nazir, i puri... Giuda di Gamala era un Nazzareno.
I Nazir escludevano ogni figura sacerdotale tra loro e dio, secondo loro i Nazir sarebbero stati in diretto contatto con dio per cui non occorreva ne rabbino e ne sinedrio che interpretassero le sacre scritture.
Gesù stesso nei vangeli Sinottici rivendica la sua origine Nazarena. Gesù è Nazareno non perché nato a Nazareth !!! Nazareth come affermato da Flavio Giuseppe, fu eretta nel ventesimo anno dopo la nascita di Cristo.
In questa nuova ottica i Nazir non erano visti benevolmente dalle altre situazioni religiose, poiché andavano contro ogni forma di governo basata sull' interpretazione delle scritture.
Giuda di Gamala morì sotto l'assalto da parte dei Romani alla rocca: uno dei tanti episodi di resistenza ebraica !!! Ricordiamoci la difesa di Masada, la difesa da parte del popolo ebreo che non ha mai riconosciuto l'autorità di Roma, ne tanto meno la divinità di un imperatore. Un popolo che nell'attività politica porta avanti un discorso di carattere religioso, un popolo eletto che si esclude dal contatto e dalla commistione con altri popoli, un popolo che riconosce i propri figli come ebrei solo se provenienti da donna ebrea. Il discorso della certezza del sangue è molto importante. Erode sapeva di dover eliminare l'erede legittimo, e di conseguenza l'eliminazione di questo bambino avrebbe eliminato la diretta discendenza di David.
Dove fugge la famiglia di Gesù ?
Dove fuggono la madre e Giuseppe che secondo la tradizione è un cavaliere guerriero che deve difendere il neonato ? Gesù viene portato in Egitto. La distanza tra Betlemme e l'Egitto è notevole. Ma perché viene portato in Egitto ?
In Egitto regnava la dinastia di Akenaton.
Akenaton sembra essere un innovatore: fu il primo infatti a parlare di una unica divinità rispetto al politeismo egizio. Vari dei infatti, a secondo delle varie energie che soprassedevano, stavano a salvaguardare situazioni diverse.
Dopo la morte di Akenaton tutto il lavoro di monoteizzazione fu stravolto nuovamente.
Secondo Steiner, una parte dei seguaci di Akenaton, si organizzarono in quella che venne chiamata la Tribù degli uomini serpente: uomini di saggezza che dimoravano alle origini del Nilo.
Sembra che lo stesso Mosè fosse stato allevato da questa tribù.
Il simbolismo delle acque continua ad essere molto importante.
Nella religione egiziana quindi, chi andava affermando l'esistenza di un dio unico risultava essere una specie di eretico, e per questo motivo, sotto la guida di Mosè, il popolo ebreo fu allontanato nel deserto.
Questa tribù, la Tribù degli uomini serpente, uomini di saggezza come direbbe Steiner, arrivarono fino in Etiopia dove a tutt'oggi ci sono chiari segni di una influenza ebraico-egizia.
Nel dodicesimo anno di età di Gesù, troviamo l'esame sostenuto nel tempio come tutti i bambini ebrei.
In quella situazione Gesù stupì i rabbini per la sua spiccata intelligenza.
Lo stesso Luca scrive "...crebbe in bellezza ed intelligenza..."
Il bambino Gesù sappiamo essersi perso tra la folla e ritrovato poi nel tempio.
Sia la madre di Gesù che il padre adottivo, non rimproveravano di essersi fermato e perso in quella folla.
Ma se questo individuo agli occhi dei genitori fosse stato un Dio vivente (concetto teorizzato dal un concilio del 1525, la natura divina rispetto alla natura umana di Gesù) se questo concetto fosse stato assodato, sarebbe strano che i genitori lo andassero rimproverando. Gesù risponderà infatti dicendo "...voi parlate ancora la lingua del me e del te invece che la lingua del noi..." li richiama ad una situazione.
Coloro che gli erano intorno, non compresero la vera natura del Gesù.
Cosa accade poi ? Al dodicesimo anno ed al trentesimo anno succede qualcosa.
I Vangeli a noi arrivati rimangono scritture purgate dai padri della chiesa !!!
Vangeli resi noti trecento anni dopo la morte del Cristo e per trecento anni manipolati.
Esiste in India nel Kaschmir, un'impronta del piede di Gesù. Perché è importante questo ?
Perché evidentemente l'uomo dell'impronta era un uomo importante, tanto importante da farne custodire l'impronta per duemila anni. Quando morì Gesù, i monaci tibetani dissero "...è morto quel Gesù che è stato con noi..."
Tutta la predicazione di Gesù assume l'aspetto di un ritorno ad un padre unico e nella rottura completa del sinedrio e delle caste sacerdotali.
Altro elemento importante che caratterizza questo periodo della vita del Cristo, è lo sviluppo di poteri latenti in lui, come la moltiplicazione dei pani e dei pesci e la trasformazione dell'acqua in vino.
Una forza notevole in lui fino ad essere chiamato dai Farisei l'uomo dei segni.
Gesù infatti era l'uomo che arrivava e con i segni, scrivendo sulla sabbia, con la saliva, guariva, trasformava la materia, una trasmutazione, quasi un discorso alchemico: il fenomeno dei pani e dei pescose ci pensiamo bene è un fenomeno preciso di materializzazione.
Un individuo che ha coscienza delle proprie energie, riesce a dare una velocità di sintesi al proprio pensiero, al punto che riesce a dare forma al pensiero all'idea stessa.
Qualità presenti dentro noi, qualità e potenzialità che non conosciamo.
Ancora più importante è l'insegnamento che da ai discepoli più vicini, lui introdurrà un concetto preciso che forse lui stesso aveva imparato dai tibetani, lui parlerà infatti di contemplazione e dirà: "...contemplando me, raggiungerete il padre..." ovvero raggiungerete la verità.
A mio avviso è un discorso di contemplatio dei e di imitatio cristi come direbbero i gesuiti.
Chi conosce la natura delle contemplazioni, sa bene che è la ripresa di un concetto conosciuto anche da Platone, Eraclito, Zoroastro: un discorso però non strettamente condiviso dagli ebrei, poiché gli ebrei erano più legati ad un discorso devozionale di preghiera, una devozione al dio, non di unione reale al dio.
Gesù quest'ultimo concetto lo afferma in maniera netta e chiara. Un discorso strettamente nazzareno.
Intorno a lui troviamo tutta una serie di persone. Nei vangeli sinottici infatti, nell'episodio del cieco, costui afferma di aver sentito un gran rumore di ferraglia, di armi che passavano, tanta gente, come se in realtà avesse avuto delle guardie armate poiché perseguitato. Le armi le ritroviamo nel Getsemani quando Pietro tira fiori la spada. Uno dei due ladroni il cui nome in aramaico mi sfugge era detto lo spadone.
Giuda iscariota significa Giuda il sicario, Giuda con lo spadino. Dei soprannomi a persone atte a proteggere il re.
Nella predicazione Gesù incontra Giovanni Battista, forse il maestro spirituale di Gesù.
C'è il battesimo di Gesù, è il battesimo dell'illuminazione, attraverso il battesimo s'acquistava saggezza, un ritorno alla purezza, la purezza della forza come nella cultura induista.
La stessa discesa della colomba, fatto simbolico a mio avviso, rappresenta la discesa dello spirito santo come illuminazione e grazia divina che scende sull'eletto e sull'iniziato. Nel mondo esoterico, nel mondo massonico, tra i templari, tra i rosacroce, tra gli apostoli nella pentecoste, ritroviamo questa ritualità, questa illuminazione, questa discesa dello spirito. Ovvero quando le persone arrivano ad un livello di iniziazione e di grande spiritualità, discende la grazia e si diviene uomini diversi come direbbe Aurobindo. Gesù a suo modo diventa un uomo diverso, la sua parola cambia, non è più il discorso del regno , ma di un regno spirituale, è come se portasse l'obbiettivo ad un diverso livello, da un regno politico ad un regno divino.
Gesù è un re e fa un discorso teocratico, in netto contrasto con un'intera cultura politico religiosa: lui cambia questo linguaggio.
Allo stesso modo Aurobindo che era partito da una situazione di carattere politico rivoluzionario, decide di operare una rivoluzione di carattere spirituale.
Gesù in un certo senso acquista la coscienza di essere una incarnazione divina al trentatreesimo anno, ha coscienza di essere un maestro, una persona destinata ad uno scopo ed acquista una coscienza più profonda, muta gli obbiettivi, e nell'orto del Getsemani. Lo raggiunsero quindi dieci centurie per catturarlo, per catturare quel manipolo di persone che tentò la rivolta a Gerusalemme la domenica delle Palme. Furono sconfitti ritirati sulla collina del Getzemani chiaramente in preda allo sconforto di chi aveva perso. Arrivano dieci centurie. Il volto del Gesù non era conosciuto in quanto era un uomo che viveva nascosto e chiesero a Giuda di far riconoscere chi fosse.
La grande forza di Gesù fu la dignità nella sua morte. Non appena gli fu chiaro che era giunto il tempo in cui tutto era giunto a compimento, fu lui stesso ad ordinare a Pietro di riporre l'arma.
A questo punto Gesù affronta la sua morte, c'è il superamento del dolore attraverso una tecnica conosciuta dai maestri tibetani, attraverso la quale Gesù riuscì di fronte alla sua passione, di fronte alle flagellazioni, a non emettere alcun un grido di dolore, era come se riuscisse a controllare il dolore stesso. Il Gesù muore sulla croce e parte il discorso sulla Sindone, ovvero il discorso di un corpo che da materia diventa energia lasciando un'impronta sul telo.
Quale era l'importanza del Gesù, una situazione di carattere sociale, ovvero l'abolizione della schiavitù, la stessa Grecia illuminata e dotta, basava la sua economia sulla schiavitù: Gesù dice no.
La seconda situazione è di carattere spirituale: questo messaggio è rivolto a tutto il mondo, un messaggio che andava oltre il legame sanguigno, un messaggio dove si poneva qualsiasi uomo in una situazione di eguaglianza di fronte alla divinità, contravvenendo al discorso ebraico.
Ma cosa significa avatar ? Incarnazione divina.
A questo punto, quando una forza cosmica decide di intervenire in una situazione di carattere planetario, questa forza si materializza e da energia diventa materia. C'è una coscienza primordiale in questa forza, che permette questa solidificazione, questa forma umana.
Questa incarnazione avviene per volontà della forza stessa.
In India ad esempio, figure come Rama e Krishna conobbero come Gesù la loro avatarità in età avanzata, durante la vita.
La vita di Gesù è molto simile alla vita di Krishna. Ci sono degli elementi in comune come il sangue che scorre per la salvezza di un erede legittimo. Se ampliamo ancora il discorso possiamo fare un paragone con Mitra, dio solare nato in una grotta come Gesù. Mitra nacque il 24 dicembre, Osoride e Gesù sono nati il 24 dicembre. C'è una tradizione o una leggenda, volutamente spinta per introdurre la religione cristiana nell'impero di Roma.
Rimane comunque il messaggio dell'abolizione della schiavitù e del messaggio divino a tutti i popoli.
L'avatar che si incarna, ha una forza in se che prende coscienza con il trascorrere del tempo.
In India attualmente esiste un avatar Sathia Sai Baba, che rivendica la propria incarnazione divina alla stessa maniera di Gesù e Rama.
Baba è un individuo che fin da bambino mostra poteri eccezionali. Tra l'altro ritornando per un attimo a Gesù , se leggete i Vangeli Apocrifi, anche da bambino aveva poteri eccezionali, basti pensare al bimbo che fece morire lungo la riva di un fiume. I vangeli apocrifi, si chiamano apocrifi, ma furono scritti lo stesso periodo dei vangeli gnostici, dei sinottici, però il concilio decise di diffonderne solo quattro, forse perché gli altri vangeli mettevano troppo in risalto questa figura del Gesù re principe ed eletto.
Sai Baba nasce in India e si narra che alla nascita ci furono dei segni precisi che per gli Indù rappresentano l'incarnazione divina, tra cui il suono spontaneo di alcuni strumenti, l'apparizione del cobra, simbolo comune alla tradizione egiziana, e questi poteri relativi alle materializzazioni secondo sua volontà. Si narra infatti che fin da bambino ai piedi dell'albero a tutt'oggi chiamato albero dei desideri, Baba materializzasse frutti di diversa specie per soddisfare i desideri dei suoi compagni.
La madre ed il padre furono sconvolti subito dai poteri di Baba, alla stregua di Maria e Giuseppe che rimasero colpiti dai poteri di Gesù.
Lo stesso padre di Sai Baba domandò "... chi sei il demonio che hai queste capacità ?
"
Fu portato così da uno stregone il quale gli andò a rasare tutti i capelli a zero ed incise sulla testa dei segni per sanarlo da questa presunta possessione: se non che al quattordicesimo anno di età Sai Baba disse "...basta, da questo momento io esco da questa casa, io non sono vostro figlio ma sono Sai Baba di Schirdi..."
Baba di Schirdi è un santo, un maestro che troviamo vicino a Bombay , a Schirdi appunto. Lui seguiva l'insegnamento del grande Gurunanac, e andava professando una fusione tra religione mussulmana ed induismo.
Baba disse io sono quella reincarnazione, uscì di casa e cominciò a dedicarsi ai suoi devoti e da li inizia l'insegnamento che ricorda la contemplazione del Gesù, ovvero la contemplazione del maestro, una contemplazione chiamata darshan.
Già da ragazzo ha una personalità magnetica di un grosso spessore di energia e luce.
Inizia così un insegnamento preciso: abolizione delle caste, una religione unica, una razza unica.
E' facile come ricercatore fare dei confronti, trovando gli stessi concetti ma con parole diverse in continenti altrettanto diversi.
Inizia la sua opera di aiuto alla gente.
Materializza attraverso il proprio pensiero, mette in contatto il pensiero con la coscienza primordiale che è in lui e materializza.
Non è impossibile, è come in qualche modo simile al big-bang, una materializzazione precisa di una coscienza primordiale che prese contatto con questa energia formando materia, spazio e tempo.
Nel 1968 in un grande discorso a Bombay annunciò la propria incarnazione divina, la propria avatarità.
Abbiamo due passaggi precisi in Gesù e Baba: dodicesimo e quattordicesimo anno di età: muta completamente la forza vitale attraverso manifestazioni precise, forse in Gesù più volutamente nascoste, in Sai Baba un discorso di insegnamento dal quattordicesimo anno, e nel 1968 si dichiara avatar.
Qui abbiamo un episodio carino che racconta Casturi, un suo discepolo, professore di fisica nucleare. Si narra infatti che durante il discorso tenuto a Bombay, Sai Baba ordinò a Casturi di dire alla folla presente che lui stesso era un avatar, una incarnazione divina.
La cosa divertente e che lo stesso Casturi, non era a conoscenza di questa verità, poiché Baba era seguito da discepoli in qualità di reincarnazione di Baba di Schirdi e non come avatar. Ricevuto quest'ordine Casturi mostrò a Baba le sue perplessità sulle eventuali reazioni che avrebbe potuto avere l'uditorio in sala. Baba disse di non preoccuparsi e non appena Casturi annunciò al pubblico tale notizia, l'assemblea rimase in principio in silenzio e successivamente in uno spirito di festa, cominciarono a cantare canti sacri.
Dal 1968 in poi, anno particolare per l'occidente e per tutta l'umanità, inizia una operazione d'abolizione delle caste, d'aiuto alla casta degli intoccabili, un aiuto di carattere sociale, tra la gente , un'opera tra la gente, un'opera di creazione di scuole ed ospedali come servizi completamente gratuiti: perché la cosa importante è creare una nuova classe dirigente indiana pura.
Baba ha detto "
io in questa incarnazione vengo per l'India
" affinché recuperi quell'aspetto di primato spirituale che aveva e in questo periodo di grande incoscienza spirituale si recuperino quelli che sono i valori umani.
Immaginate Puttaparthi come una piccola città tipo Tuoro . Puttaparthi è detta la Valle dei Cobra, un posto un tempo non collegato affatto , ora un centro che ad oggi attira milioni di persone da tutte le parti del mondo.
Il suo insegnamento è un insegnamento di trasmissione non di pensieri e parole, ma un insegnamento di trasmissione di energie che trasformano le nostre energie interiori, che danno un impulso affinché le nostre energie sopite si risveglino e prendano vita. Quando l'energia si risveglia significa risvegliare soprattutto i grossi problemi che abbiamo a livello psichico, ma anche le nostre grosse capacità di vincere e di comprendere. Come avviene questo ?
Attraverso il darshan. La mattina ed il pomeriggio, la gente si reca nel tempio, il maestro passa per 2- 3-5 minuti , prende le lettere dei devoti, e man mano che cammina in ciascuna di queste persone avvengono dei fenomeni interiori, delle domande e delle risposte interiori, delle certezze e dei dubbi interiori senza che lui dica niente. Lui ritorna al termine del percorso nelle stanze. Una situazione di trasmissione di energia, un fenomeno che troviamo analogamente nell'antico cristianesimo quando gli apostoli decidevano di trasmettere il messaggio del Gesù e di morire per il messaggio. Se non avessero avuto questa certezza interiore, non sarebbero mai andati a morire per questo ideale. A livelli diversi Baba agisce in questo modo. Tra i devoti di Baba troverete dalla donnetta di chiesa a Casturi, allo scienziato, allo scrittore, al tossicodipendente.
E' diventato un punto di riferimento ben preciso, tutto il mondo si muove intorno.
Baba ha deciso di morire all'età di novantasei anni ed attualmente ne ha settantasei circa. La costruzione degli ospedale e delle scuole, come servizi gratuiti, sono solo un aspetto della sua opera. Baba ha portato acqua in numerosissimi villaggi, ma è solo un aspetto del suo lavoro. Non sono importanti le sue materializzazioni, non è nemmeno tanto il discorso dell'abolizione delle caste, perché sarebe un discorso molto indiano. L'importante è la sua presenza, è più importante la presenza rispetto a quello che dice o quello che fa. Una presenza atta a trasformare quest'uomo e questa terra e questa materia in un qualcosa di più alto dal punto di vista qualitativo. Dove ci porterà tutto questo?
Alla coscienza profonda che ognuno di noi fa parte del cosmo, che ognuno di noi è un dio.
Io ho assistito a tanti colloqui, in uno dei quali un bambino di sei anni gli chiese "...dicono tutti che sei Dio..." e lui rispose "...io sono dio, ma anche tu lo sei, solo che io ho la coscienza di esserlo, quando tu avrai questa coscienza saremo uguali..."
Questa è un'opportunità data all'uomo, l'opportunità di non essere escluso da quello che è la creazione, dal mondo è il cosmo.
Il messaggio arriva a secondo del livello intellettuale, culturale e karmico delle persone. Ognuno recepisce un messaggio in base a quello che è.
Se aveste sentito parlare Casturi vi sareste resi conto di quale differenza c'era tra lui e tanti devoti di Baba.
Questa presenza, questa grande trasmutazione alchemica
io dico "...il grande alchimista è arrivato..."
E' logico che anche Gesù era un grande alchimista, anche Krishna era un grande alchimista, ma a mio avviso alla fine, sono tutte reincarnazioni della stessa forza. In questa epoca dove i valori umani sono a zero, dove la scienza è la scienza, occorre una forza catalizzante che trasformi l'individuo. Ci vuole tempo ed è una grossa opera che non comprendo completamente.
Di fronte a certi eventi rimango dubbioso, ma alla fine non comprendo che tutto ciò avviene, e nel suo avvenire rimane una fatto maraviglioso come direbbero i Romani.
Ma quale è il confronto tra i due ?
A mio avviso sono entrambi dei puri, dei Nazzareni. Puri nel senso che sono inattaccabili da quello che è il mondo. Il mondo può attaccarli ma la loro forza rimane intatta ed integra. Il momento della morte di Gesù è un momento di grande dignità, analogamente in Baba c'è la dignità di decidere di vivere fino a novantasei anni, una dignità precisa e silenziosa nella parola.
Baba è una presenza nei sogni, nei fatti, nelle situazioni, una presenza che spinge in maniera discreta e forte allo stesso tempo, una presenza che ci porta da una parte all'altra senza che ce ne accorgiamo, ci trasforma qualitativamente a livello interiore.
Questo è Sai Baba e l'universalità del suo messaggio.
Quando afferma che ciascuno deve vivere la propria religione, dice anche che la religione è una, ma non una in senso di ritualità, ma nel senso di religiosità interiore, di sentimento mistico interiore, mistico nel senso di vivere nella coscienza della verità al di fuori del tangibile.
E' la scienza che ce lo dice !!! Il mistico crede in questa verità che è oltre il reale, e Baba pone l'accento su questa affermazione.
Finalmente la forza divina si è incarnata, manda il suo messaggio diverso da luogo a luogo, bisogna dare tempo e spazio alla trasformazione, e in questi altri vent'anni che lo separano dalla morte avrà ancora molto da fare. La sua distanza fisica in questi ultimi anni è aumentata, poiché c'è sempre più gente intorno a lui, ma la sua presenza interiore è sempre più forte.
Abbiamo due avatar, l'incarnazione d'oriente e quella d'occidente. La terza reincarnazione sarà Prema-Sai. Sai Baba ha materializzato questa figura, una sorta di Gesù dell'India, la grande fusione d'oriente ed occidente, indiani ed europei non potranno negare la divinità, questa fusione fisica visiva e presente, sicuramente un passaggio dalla fisicità a qualcosa di più alto. Prema-Sai nascerà a Madras, porterà unione tra oriente ed occidente, una grande fusione del corpo mistico del mondo. Spero di vedere in una mia prossima reincarnazione, un governo mondiale, una umanità che si unisce veramente in un discorso di solidarietà e di universalità. Oggi si sta lavorando su questo. Noi lavoriamo per questo. Avvengono trasmigrazioni di popoli. Si arriverà ad una situazione di amore universale in senso vero. Certe malattie saranno eliminate, tutto lavora per questo. Storicamente gli avatar hanno fine a livello di forza vitale, dopo Prema-Sai come accennato da Steiner, avremo una forza spirituale che apparirà senza essere fisica e quindi non legata alla materia, una reincarnazione come direbbe Joganada tipo Baba-Jee, una forza che non avrà bisogno ne del seme dell'uomo e ne dell'utero della donna per manifestarsi. Dopo Prema-sai avverrà tutto questo. Prima ci deve essere la grande fusione, allora la forza vitale sarà esaurita e la coscienza sarà diversa ed anche npi andremo su questa strada, poiché anche noi facciamo parte di questa storia.
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